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Approfondimento

INTOLLERANZE ALIMENTARI

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UNA PROBLEMATICA DA NON SOTTOVALUTARE

CAUSE

Una delle principali "aree di confine" fra il Mondo esterno e l'interno dell'organismo è la mucosa intestinale. Tutti i "confini", per loro stessa definizione, devono avere la capacità di difendersi dalle aggressioni; ciò vale anche per l'intestino, che ha la funzione di "selezionare" ciò che è utile per l'organismo (e, quindi, lasciarsi attraversare da esso) e, nel contempo, impedire il passaggio a ciò che non è utile o addirittura dannoso. Questo "effetto barriera selettiva" è reso efficace da un'azione protettiva in tre strati: - Primo strato: tappetino di microrganismi (batteri e lieviti "buoni") - Secondo strato: mucosa intestinale (una sorta di filtro a maglie strette) - Terzo strato: GALT sistema immunitario sottomucosale (esercito di "soldatini" pronti ad aggredire l'eventuale invasore). Questo rappresenta un perfetto sistema di difesa nei confronti di qualsiasi elemento "non gradito" dal nostro organismo. Alcuni "gruppi" di alimenti, così come alcune categorie di farmaci (antibiotici in primis), hanno un effetto distruttivo verso il primo strato (microflora fisiologica); ciò porta a favorire la colonizzazione di microrganismi patogeni ("cattivi") che aggrediscono il secondo strato, danneggiandolo ("intestino colabrodo"). A questo punto la mucosa intestinale non è più un filtro a maglie strette e viene quindi "attraversata" anche da "frammenti" di alimenti che in condizioni normali non lascerebbe passare. Questi "frammenti" (macromolecole alimentari) vengono a contatto con i "soldatini" (sistema immunitario) presenti sotto la mucosa intestinale, che reagiscono al contatto con essi, scatenando un processo infiammatorio (sistema difensivo): l'intolleranza alimentare. Alcune categorie di alimenti direttamente o indirettamente danneggiano l'intestino rendendolo un "colabrodo" Il latte ed i latticini, contenendo caseine (proteine di difficile digestione che tendono ad incollarsi all'intestino), "soffocano" la flora fisiologica, favorendo la colonizzazione dei microrganismi che aggrediscono la mucosa intestinale, perforandola. La carne (sia rossa che bianca) è anch'essa implicata nella formazione di intestino "colabrodo". Il nostro intestino è dieci volte più lungo di quello di un ani¬male carnivoro e rispetto ad esso è anche meno acido. Ne consegue la difficoltà di "smantellamento" delle proteine che, dovendo inoltre percorrere un "tragitto" molto lungo, vanno in putrefazione, favorendo lo sviluppo di microrganismi opportunistici aggressivi. Infine, gli zuccheri ed i carboidrati raffinati, principali sostanze nutritive per la candida, ne favoriscono la crescita nell'intestino. La candida è uno dei principali responsabili della formazione di intestino "colabrodo".

CONSEGUENZE

Macromolecole alimentari e tossiche, che attraversano la mucosa intestinale, provocano una reazione del sistema immunitario. La stimolazione costante e continua del sistema immunitario innesca una risposta infiammatoria. Inizialmente lo stato infiammatorio può non essere tale da portare al manifestarsi di sintomi. Giorno dopo giorno, però, il continuo passaggio di macromolecole, antigeni e tossine attraverso la mucosa "colabrodo" supera la tollerabilità in¬dividuale (livello soglia). A questo punto, l'intolleranza alimentare non è più silente, ma può manifestarsi con varie tipologie di sintomi. Il costante processo infiammatorio porta alle più disparate conseguenze a breve termine I PRIMI SINTOMI I primi sintomi di intolleranza sono la conseguenza diretta dell'accumulo di tossine e dello stato infiammatorio. Costituiscono le prime avvisaglie che il corpo invia per comunicare che c'è qualcosa che non va. Sintomi frequenti sono: pancia gonfia, flatulenza, stipsi, diarrea, stanchezza cronica, mal di testa, dermatiti, pruriti, bronchiti ricorrenti, sinusiti, cistiti ricorrenti, candidosi, afte, alitosi, herpes recidivante, e molti altri ancora. Perseverando le conseguenze possono essere più gravi LE CONSEGUENZE A MEDIO E LUNGO TERMINE Lo stato di non salute innescato da tale situazione tende inevitabilmente a peggiorare, con la possibilità di sfociare in malattie anche gravi. Esempi di patologie che possono avere questa origine sono: morbo di Crohn, colite ulcerosa, malattie autoimmuni, psoriasi, stati depressivi, allergie, cancro, diabete, cardiopatie, disfunzioni della sfera sessuale, menopausa problematica, malattie infiammatorie articolari.

SOLUZIONI

Ottenere una soluzione definitiva alla problematica delle intolleranze alimentari è possibile, quanto auspicabile per le implicazioni sulla salute, grazie ad un approccio costituito da quattro precisi interventi: 1. Favorire il ripristino dell'integrità della barriera intestinale, passo fondamentale ed indispensabile per la vera risoluzione del problema. Solo così è possibile impedire l'ingresso nell'organismo di macromolecole alimentari, tossine ed antigeni in genere. 2. Ottimizzare il "terreno" intestinale e migliorare il metabolismo, al fine di ricreare le condizioni che favoriscono la colonizzazione della flora fisiologica e la completa digestione degli alimenti. 3. Favorire la detossificazione dell'organismo e risolvere quindi rapidamente i fastidiosi sintomi correlati, evitandone il peggioramento o l'evoluzione. 4. Correggere le abitudini alimentari promuovendo un'alimentazione selettiva volta, da un lato, ad evitare le categorie di alimenti che alterano la permeabilità intestinale e, dall'altro, a favorire l'eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti. A cura di: Sostenitori del Naturale Curativo

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